Tagliacozzo

Tagliacozzo è nel Club dei borghi più belli d’Italia. In provincia de L’Aquila, a circa 90 km da Roma e circa 120 km da Pescara, abitato fin dall’età preistorica, ricco di monumenti e bellezze naturali, per molti secoli è stato il centro più importante della Marsica.

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Credevamo di addentrarci in un ammasso di rocce, quando oltrepassammo la grande ed imponente Porta dei Marsi e fummo invece sorpresi nel vedere davanti a noi una piazza ridente con una bella fontana e una cerchia di edifici pittoreschi con logge e finestre gotiche e palazzi rinascimentali.
Così descriveva il suo ingresso a Tagliacozzo Ferdinand Gregorovius storico e scrittore tedesco nella sua monumentale opera in cinque volumi Pellegrinaggi in Italia pubblicata nella seconda metà dell’ottocento.

A distanza di un secolo e mezzo la piazza ridente, gli edifici pittoreschi, i palazzi rinascimentali e la bella fontana sono ancora lì a testimoniare un passato prosperoso e un presente memore dei trascorsi splendori.

A meno di un’ora di autostrada da Roma, Tagliacozzo, rinomata stazione turistica fin dagli anni trenta del secolo scorso, continua ad accogliere, specialmente d’estate, migliaia di visitatori e villeggianti, attirati, oltre che dal suo clima e dalla suggestiva bellezza dei suoi dintorni, anche dai suoi pregevoli monumenti:

la Chiesa del Soccorso, risalente, nella sua attuale configurazione, al XV secolo, ma in realtà più antica, come dimostrano alcuni affreschi della sagrestia;

Il Santuario di Maria Santissima dell’Oriente sorge a circa 3 Km dal centro abitato, sul pendio di una collina dalla quale si domina gran parte della vallata dell’Imele. I più antichi documenti in cui viene citata la chiesa di S. Maria “de Orienna” risalgono ai primi del XIV secolo, ma le origini dovrebbero essere ben più antiche, come prova la stessa icona, risalente almeno alla prima meta del sec. XIII. Secondo la tradizione, I’immagine sarebbe scampata alla furia iconoclasta di Leone III Isaurico e giunta miracolosamente in Italia.

Il Palazzo Ducale edificato in due riprese tra la fine del quattrordicesimo e la fine del quindicesimo secolo dalla famiglia Orsini, e successivamente passato in proprietà della famiglia Colonna. Al suo interno, attualmente i restauro, si conservano numerosi pregevoli affreschi, alcuni dei quali attribuiti da qualche critico alla Scuola di Andrea da Viterbo, da altri alla Scuola di Benozzo Gozzoli;

Il delizioso Teatro Talia, di fronte al Palazzo Ducale, edificato sui resti di un convento seicentesco e recentemente restaurato;

La Chiesa dei Santi Cosma e Damiano con il secolare convento delle Suore Benedettine, ancora oggi abitato dalle suore di clausura;

Il convento e la Chiesa di San Francesco, con un bellissimo chiostro affrescato;

Il monumentale Palazzo Resta in via dei cordoni;

Il Palazzo Mastroddi, pregevole edificio della prima metà dell’ottocento, recentemente ristrutturato e adibito a ristorante e albergo di charme.